PROMOTORI: Francesco Bertolini, Paola Brambilla, Carlo Casti, Enrico Fedrighini, Giusy Laganà, Carlo Montalbetti, Diego Parassole
L’idea di avviare una "colletta civica" per mettere a dimora a Milano i 90.000 nuovi alberi offerti dal maestro Abbado è nata di getto: una reazione spontanea che ha subito entusiasmato chi ci stava vicino.
Questo progetto, destinato a prendere forma e contenuti attraverso il contributo di chiunque vorrà lavorarci, rappresenta un atto di fiducia nel senso civico dei cittadini e un gesto di amore verso questa città.
Diciamo una cosa molto semplice: migliorare e abbellire la città, sia in periferia che nelle zone centrali, con migliaia di nuovi alberi è un obiettivo che condividiamo e sosteniamo; se vi sono problemi a reperire i fondi necessari per acquistare e mettere a dimora le piante, questo diventa anche un nostro problema come cittadini, di cui vogliamo farci carico, con spirito civico, ognuno di noi in base alle proprie possibilità.
La molla che ci ha fatto scattare è stato il timore di perdere questa opportunità per rendere la nostra città più bella.
Milano è piena di controviali alberati come poche altre città europee: ma si tratta di spazi spesso occupati dalla sosta (abusiva e tollerata) delle automobili; l'erba è scomparsa, le radici ferite, l'albero è sostanzialmente un intruso.
Allora si costruiscono box sotto piazze e aree verdi e il primo intervento è l'abbattimento degli alberi d'alto fusto esistenti: “Ci dispiace – spiegano – erano davvero belli ed avevano chiome spettacolari che garantivano ristoro ad anziani e bambini nelle giornate calde, ma davano fastidio al cantiere...”.
Si abbattono gli alberi ma si erigono pali, transenne e tralicci per le insegne pubblicitarie senza sosta: Milano è la città più palificata d’Europa. Nessun problema per i sottoservizi in questo caso, nessun timore di disagi…
Ma da cosa nasce questo rapporto difficile fra Milano e gli alberi?
Forse nasce dal fatto che piantare un albero significa poi averne cura negli anni. Avere cura della bellezza e della salute di un albero in centro a Milano significa avere cura della bellezza e della salute della propria città. E la cura riflette il livello di attenzione, di importanza che diamo alla qualità dello spazio pubblico, civico, nel quale abitiamo e operiamo insieme. La bellezza e la salute individuali possiamo procurarcele al centro fitness o nel week-end in montagna; però poi ritorniamo in città e la bruttezza di Milano riflette anche la nostra, inevitabilmente.
Allora quanto “costa” davvero un albero? E quanto ci ricompensa con la sua presenza?
La "colletta civica" può avere allora il semplice scopo di affermare e praticare concretamente un principio: una città che ritrova spazi e risorse per gli alberi è una città che ritrova amore e cura per se stessa.